Formazione e incontro
Nato a Parigi nel 1905, studiò all'École normale supérieure e superò l'agrégation nel 1929. Incontrò Beauvoir, iniziando un dialogo intellettuale duraturo.
Rispondere di ciò che facciamo della nostra situazione.
Filosofo, romanziere e drammaturgo, Sartre esamina una coscienza rivolta a possibilità senza uscire dal mondo storico. Dalla malafede alle lotte collettive, indaga responsabilità e limiti della libertà.
Nato a Parigi nel 1905, studiò all'École normale supérieure e superò l'agrégation nel 1929. Incontrò Beauvoir, iniziando un dialogo intellettuale duraturo.
Un anno a Berlino consentì lo studio di Husserl e Heidegger. La coscienza intenzionale trasformò le ricerche su immaginazione, emozione e io.
La nausea uscì nel 1938. Mobilitato e poi prigioniero, tornò a Parigi nel 1941. L'essere e il nulla e Le mosche apparvero nel 1943.
Fondò Les Temps modernes con altri intellettuali. La conferenza del 1945 e i testi teatrali raggiunsero un pubblico più ampio dei trattati.
Il rapporto con il comunismo comprende avvicinamenti e rotture. Critica della ragione dialettica indagò come la prassi individuale diventi storia collettiva.
Rifiutò il Nobel nel 1964, continuò l'impegno anticoloniale e gli studi su Flaubert. La vista peggiorò negli anni Settanta. Morì a Parigi nel 1980.
Nato a Parigi nel 1905, Sartre perse molto presto il padre e crebbe con la madre e i nonni materni. Nelle Parole trasformò quell’infanzia circondata dai libri in un’indagine ironica sulla vocazione letteraria: il racconto tardivo interpreta il proprio passato e non costituisce un archivio neutrale. Dopo gli studi all’École normale supérieure, superò l’agrégation di filosofia nel 1929 e incontrò Simone de Beauvoir. Il loro dialogo intellettuale attraversò poi entrambe le opere, senza renderle intercambiabili. L’insegnamento a Le Havre gli offrì un quadro materiale mentre cercava una scrittura capace di incontrare la vita ordinaria.
Il soggiorno berlinese del 1933–1934 approfondì l’incontro con Husserl. Descrivere la coscienza come relazione con il mondo permetteva di ripensare percezione, immaginazione ed emozione senza rinchiudere la mente in una scatola interiore. La nausea diede forma letteraria alla contingenza; L’essere e il nulla avrebbe sviluppato un’ontologia della libertà situata. Tra queste pubblicazioni, la mobilitazione, la prigionia del 1940 e il ritorno nella Francia occupata interruppero la vita d’insegnante. Il gruppo Socialismo e Libertà rimase un tentativo breve e limitato. Valutare gli impegni durante l’Occupazione richiede dunque una storia precisa, distinta dall’immagine successiva dell’intellettuale sempre esemplare.
Dopo il 1945, Les Temps modernes, le conferenze, il teatro e gli interventi pubblici diedero a Sartre un pubblico considerevole. Lo scrittore impegnato doveva rispondere degli effetti delle proprie parole in una situazione collettiva. Tale esigenza non lo mise al riparo dagli errori: l’avvicinamento al Partito comunista negli anni Cinquanta, senza iscrizione, e i giudizi sui regimi rivoluzionari continuano a suscitare critiche. Nel 1956 condannò l’intervento sovietico in Ungheria. L’opposizione al colonialismo e alla tortura durante la guerra d’Algeria mise a rischio anche la sua sicurezza. La Critica della ragione dialettica cercò di articolare libertà, scarsità e azione collettiva invece di accostarle soltanto.
Il rifiuto del Nobel per la letteratura nel 1964 espresse la riluttanza a diventare un’istituzione, senza cancellare la sua posizione centrale nella cultura. Gli studi sugli scrittori culminarono nell’Idiota della famiglia, enorme indagine incompiuta su Flaubert. Dagli anni Settanta il peggioramento della vista limitò la scrittura; le interviste acquistarono maggiore importanza e richiedono attenzione al loro contesto. Sartre morì a Parigi il 15 aprile 1980. Le pubblicazioni postume, compresi quaderni e corrispondenze, mostrano progetti interrotti e tensioni. Allargano la lettura senza autorizzare a considerare ogni appunto di lavoro come una dottrina definitivamente approvata dal suo autore.
L'influenza attraversa fenomenologia, letteratura e pensiero anticoloniale. Impegni ed errori politici richiedono esame storico; le opere tarde danno maggiore peso a condizioni materiali e collettivi.
Fonti e riferimenti