SocrateL’interrogazione socraticaGUIDA ALLA LETTURA · Per approfondire · 9 min

Bisogna obbedire sempre alle leggi?

Seguire il ragionamento del Critone senza farne uno slogan di obbedienza assoluta. Il dialogo collega ingiustizia subita, impegni e responsabilità di chi agisce.

Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.

01 /

Una proposta molto concreta

Critone propone la fuga all’amico condannato. Richiama la reputazione dei vicini, i figli di Socrate e la possibilità materiale della partenza. Queste ragioni non sono assurde: il dialogo le prende sul serio e poi sposta la domanda. La decisione va misurata sull’opinione dei più o su ciò che è giusto?

02 /

Non ricambiare l’ingiustizia

Socrate chiede se si possa rispondere a un torto con un altro torto. Il principio organizza la discussione, ma applicarlo alla fuga richiede ancora un argomento. Non saltare questo passaggio: accettare un principio generale non significa accettare automaticamente una conclusione particolare. Esamina quale danno la fuga causerebbe e a chi.

03 /

Quando parlano le Leggi

Platone personifica le Leggi: ricordano l’educazione ricevuta, le possibilità di partire e gli impegni connessi alla vita nella città. La scena va discussa, non soltanto ripetuta. Confrontala con il rifiuto di ordini ingiusti raccontato nell’Apologia. La tensione fra coscienza e appartenenza politica resta una domanda feconda, non una regola universale immediatamente disponibile.

Un’idea da conservare.

La fedeltà a una comunità e l’esigenza di giustizia richiedono argomenti; non coincidono sempre senza difficoltà.

Ora tocca a te pensare.

  1. Aver subito un’ingiustizia autorizza qualunque risposta?
  2. Quali impegni verso una comunità possono essere riveduti e a quali condizioni?
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