Virginia Woolf
Il pensiero libero chiede una stanza, una rendita e una tradizione.
Romanziera, saggista ed editrice inglese, Virginia Woolf ha fatto del romanzo uno strumento per seguire la coscienza da un istante all’altro. In Una stanza tutta per sé e Le tre ghinee esamina come denaro, istruzione, proprietà ed esclusione decidano chi possa scrivere e pensare, e collega l’autorità paterna nella famiglia al militarismo e alla guerra. I suoi saggi difendono un modo libero e non professionale di leggere e giudicare.
Di che cosa ha bisogno una mente per pensare e scrivere liberamente?
Biografia
Romanziera, saggista ed editrice inglese, Virginia Woolf ha fatto del romanzo uno strumento per seguire la coscienza da un istante all’altro. In Una stanza tutta per sé e Le tre ghinee esamina come denaro, istruzione, proprietà ed esclusione decidano chi possa scrivere e pensare, e collega l’autorità paterna nella famiglia al militarismo e alla guerra. I suoi saggi difendono un modo libero e non professionale di leggere e giudicare.
02 /Filosofia
Per Woolf la libertà intellettuale dipende da cose materiali: rendita, tempo, intimità, istruzione e accesso alle biblioteche, che la storia ha distribuito in modo diseguale fra uomini e donne.
03 /Guide alla lettura
Introduzioni originali per entrare nelle opere, scoprirne le domande centrali e proseguire la riflessione.
04 /Bibliografia
Opere, testimonianze e letture di approfondimento sono distinte. Le date si riferiscono alla composizione o alla prima pubblicazione, secondo le indicazioni di ogni voce.
Una prima lettura.
Denaro, stanza e libertà
Seguite come Una stanza tutta per sé trasforma rendita, intimità e istruzione in condizioni della creazione letteraria.
Una stanza tutta per séEstranee contro la guerra
Esaminate come Le tre ghinee collega l’esclusione delle donne dall’istruzione e dalle professioni al militarismo e al fascismo.
Le tre ghineeLeggere per sé
Servitevi del Lettore comune e di «Modern Fiction» per esercitare una lettura libera e attenta che forma giudizi propri.
Il lettore comune