Denis DiderotIlluminismo · materialismo · EncyclopédieGUIDA ALLA LETTURA · Per approfondire · 13 min

La materia che sogna

Leggete Il sogno di d’Alembert come un esperimento filosofico in cui il sonno e la medicina danno voce a una teoria materialista della vita e del pensiero.

Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.

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Collocare il testo

Scritta nel 1769, mentre Diderot leggeva i fisiologi e i naturalisti del suo tempo, la trilogia allarmò d’Alembert e Julie de Lespinasse, che ne chiesero la distruzione. Alcune copie sopravvissero; una circolò discretamente nella Correspondance littéraire nel 1782, ma il testo fu stampato solo nel 1830, molto dopo la morte dell’autore. Tre dialoghi concatenati mettono in scena persone reali: prima Diderot convince d’Alembert che la materia può sentire e pensare; poi d’Alembert, che parla nel sonno, è ascoltato da Julie de Lespinasse e dal medico Théophile de Bordeu; infine il dottore e la signorina de Lespinasse ne traggono le conseguenze morali. Le immagini di uno sciame d’api, di una ragnatela e di un clavicembalo sensibile rendono immaginabile una teoria materialista della vita.

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Seguire gli argomenti

Materia vivente : La vita non si aggiunge alla materia dall’esterno: dall’uovo all’animale, organizzazione e nutrizione bastano a trasformare una sensibilità inerte in sentimento e pensiero. Sciame e ragnatela : Un organismo somiglia a un grappolo d’api che diventa un solo animale, e l’io è il centro di una rete di nervi, come il ragno che sente ogni filo della sua tela. Tutto passa : Le specie non sono fisse: mostri, ibridi e lente trasformazioni suggeriscono che ogni forma passa e solo il tutto rimane.

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Continuare la lettura

Leggete la conversazione iniziale, in cui una statua di marmo diventa carne, poi il sogno vero e proprio; osservate come il sonno, il linguaggio medico e la commedia permettano a Diderot di avanzare ipotesi che non poteva pubblicare con il proprio nome. Scritta nel 1769, mentre Diderot leggeva i fisiologi e i naturalisti del suo tempo, la trilogia allarmò d’Alembert e Julie de Lespinasse, che ne chiesero la distruzione. Alcune copie sopravvissero; una circolò discretamente nella Correspondance littéraire nel 1782, ma il testo fu stampato solo nel 1830, molto dopo la morte dell’autore.

Un’idea da conservare.

Un materialismo della sensibilità spiega la vita senza anima, ma fa dell’io un’unità fragile che va descritta sempre di nuovo.

Ora tocca a te pensare.

  1. In che modo le immagini dello sciame e della ragnatela spiegano l’unità di un essere vivente?
  2. Perché Diderot affida le sue ipotesi più audaci a un uomo addormentato e a un medico?
Continuare nel mio taccuino

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