Opera · Fëdor Dostoevskij

Memorie dal sottosuolo

Un ex funzionario quarantenne, senza nome, si rivolge dal suo «sottosuolo» pietroburghese a lettori immaginari. La prima parte è un monologo contro l’egoismo razionale, le utopie pianificatrici e l’idea che l’uomo persegua sempre il proprio vantaggio; la seconda rievoca umiliazioni giovanili e si chiude con la sua crudeltà verso Liza.

01 / Contesto e trasmissione

Comprendere il testo

Uscito nel 1864 su Epocha, la rivista che Dostoevskij dirigeva con il fratello, il testo risponde al Che fare? di Černyševskij e alla sua immagine del Palazzo di cristallo. Dostoevskij lamentò che la censura avesse soppresso un passo che da tutto ciò deduceva la necessità della fede e di Cristo: il testo stampato è dunque in parte mutilo.

02 / I punti chiave

I punti chiave

  1. 01

    Livore

    La lucidità autolesionista del narratore mostra come la riflessione possa volgersi in paralisi, risentimento e uno strano piacere dell’umiliazione.

  2. 02

    Capriccio

    Contro l’interesse ben calcolato difende il volere libero, perfino irragionevole, come l’unico vantaggio che nessun sistema può includere.

  3. 03

    Liza

    La seconda parte mette alla prova il monologo con un incontro in cui il narratore ferisce chi gli offre una compassione autentica.

03 / Approfondire le idee

Approfondire le idee

La libertà contro il Palazzo di cristallo

Seguite la requisitoria dell’uomo del sottosuolo contro l’egoismo razionale e chiedetevi se la libertà che difende sia più del livore.

Collocare il testo

Uscito nel 1864 su Epocha, la rivista che Dostoevskij dirigeva con il fratello, il testo risponde al Che fare? di Černyševskij e alla sua immagine del Palazzo di cristallo. Dostoevskij lamentò che la censura avesse soppresso un passo che da tutto ciò deduceva la necessità della fede e di Cristo: il testo stampato è dunque in parte mutilo. Un ex funzionario quarantenne, senza nome, si rivolge dal suo «sottosuolo» pietroburghese a lettori immaginari. La prima parte è un monologo contro l’egoismo razionale, le utopie pianificatrici e l’idea che l’uomo persegua sempre il proprio vantaggio; la seconda rievoca umiliazioni giovanili e si chiude con la sua crudeltà verso Liza.

Seguire gli argomenti

Livore : La lucidità autolesionista del narratore mostra come la riflessione possa volgersi in paralisi, risentimento e uno strano piacere dell’umiliazione. Capriccio : Contro l’interesse ben calcolato difende il volere libero, perfino irragionevole, come l’unico vantaggio che nessun sistema può includere. Liza : La seconda parte mette alla prova il monologo con un incontro in cui il narratore ferisce chi gli offre una compassione autentica.

Continuare la lettura

Leggete lentamente la prima parte annotando le contraddizioni del narratore, poi chiedetevi se la seconda ne conferma o ne smentisce gli argomenti. Uscito nel 1864 su Epocha, la rivista che Dostoevskij dirigeva con il fratello, il testo risponde al Che fare? di Černyševskij e alla sua immagine del Palazzo di cristallo. Dostoevskij lamentò che la censura avesse soppresso un passo che da tutto ciò deduceva la necessità della fede e di Cristo: il testo stampato è dunque in parte mutilo.

Domande per proseguire la lettura

  • Perché il narratore chiama malattia la coscienza acuta, e il suo stesso monologo lo conferma?
  • Che cosa rivela l’episodio con Liza sulla libertà difesa nella prima parte?

La libertà del sottosuolo resiste a ogni calcolo, ma separata dagli altri crolla nel livore e nel tormento di sé.

Leggere con una guida
04 / Come leggerlo

Come leggerlo

Leggete lentamente la prima parte annotando le contraddizioni del narratore, poi chiedetevi se la seconda ne conferma o ne smentisce gli argomenti.

05 / Edizioni e fonti

Edizioni e fonti

I riassunti e i punti chiave sono interpretazioni editoriali originali. Accompagnano la lettura dell’opera e non sostituiscono un’edizione del testo. Metodo editoriale ↗

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1866

Delitto e castigo

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