Fëdor DostoevskijRomanzo filosofico · libertà e fedeGUIDA ALLA LETTURA · Per approfondire · 13 min

La rivolta e il Grande Inquisitore

Leggete la rivolta di Ivan Karamazov e il suo poema del Grande Inquisitore accanto all’insegnamento di Zosima, risposta indiretta del romanzo.

Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.

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Collocare il testo

Pubblicato a puntate sul Messaggero russo nel 1879 e nel 1880, doveva costituire la prima parte di un romanzo più ampio che Dostoevskij non visse abbastanza per scrivere. La celebre frase «se Dio non esiste, tutto è permesso» condensa un’idea che Ivan e altri personaggi formulano in vari modi; non compare letteralmente in questa forma. L’assassinio del dissoluto possidente Fëdor Pavlovič Karamazov trascina i figli Dmitrij, Ivan e Alëša, e il servo Smerdjakov, ritenuto suo figlio illegittimo, in un dramma di colpa e di giudizio. Attorno a un errore giudiziario, il romanzo accosta la rivolta di Ivan contro un mondo che permette la sofferenza dei bambini all’insegnamento dell’amore attivo dello starec Zosima.

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Seguire gli argomenti

Rivolta : Ivan non nega Dio, ma gli restituisce rispettosamente il biglietto per un’armonia futura pagata con le lacrime di bambini torturati. Grande Inquisitore : Il poema in prosa di Ivan immagina un inquisitore che rimprovera a Cristo, tornato sulla terra, di aver caricato l’umanità della libertà quando essa voleva pane, miracolo, mistero e autorità. Amore attivo : Zosima non risponde con un controargomento, ma con una pratica di amore umile e di responsabilità di tutti per tutti.

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Continuare la lettura

Leggete insieme i capitoli «La rivolta» e «Il Grande Inquisitore», poi passate alla vita e agli insegnamenti di Zosima per vedere come il romanzo metta in scena la sua risposta. Pubblicato a puntate sul Messaggero russo nel 1879 e nel 1880, doveva costituire la prima parte di un romanzo più ampio che Dostoevskij non visse abbastanza per scrivere. La celebre frase «se Dio non esiste, tutto è permesso» condensa un’idea che Ivan e altri personaggi formulano in vari modi; non compare letteralmente in questa forma.

Un’idea da conservare.

Dostoevskij lascia all’obiezione di Ivan tutta la sua forza e le risponde con una forma di vita più che con una dimostrazione.

Ora tocca a te pensare.

  1. Perché Ivan rifiuta un’armonia futura costruita sulla sofferenza dei bambini?
  2. Ha ragione l’Inquisitore nel dire che i più preferiscono la sicurezza alla libertà, e che cosa risponde il bacio silenzioso di Cristo?
Continuare nel mio taccuino

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