Friedrich Nietzsche nasce a Röcken, in Prussia, nella famiglia di un pastore. Formatosi nella filologia classica, trasforma progressivamente il rapporto con i testi antichi in un’indagine sulla cultura europea. Gran parte della sua vita intellettuale si svolge fuori dall’università, fra problemi di salute, viaggi e una ricezione ancora limitata dei suoi libri.
1844
Un’infanzia segnata dalla religione e dalla perdita
Nietzsche nasce il 15 ottobre. Il padre muore quando è ancora bambino. Cresciuto in ambiente protestante, riceve un’educazione rigorosa, soprattutto alla scuola di Pforta. Musica e lingue antiche resteranno elementi duraturi della sua sensibilità.
1869
Un giovanissimo professore a Basilea
A ventiquattro anni è nominato professore di filologia classica all’Università di Basilea. Studia la Grecia antica e si avvicina a Richard Wagner. Il lavoro rigoroso sui testi nutre una riflessione che presto supererà i confini della disciplina.
1872–1878
Cambiare voce e separarsi dai maestri
La nascita della tragedia esce nel 1872 e provoca controversie fra i filologi. Nietzsche si allontana poi da Wagner e dall’influenza di Schopenhauer. Umano, troppo umano, pubblicato nel 1878, rivela un modo nuovo di scrivere e di esaminare le credenze.
1879–1888
Scrivere in viaggio
I problemi di salute lo portano a lasciare la cattedra. Soggiorna, fra l’altro, in Svizzera, Italia e Francia meridionale. In questo periodo pubblica La gaia scienza, Così parlò Zarathustra, Al di là del bene e del male e Genealogia della morale.
1889–1900
Il crollo e un’eredità controversa
Nietzsche subisce un crollo psichico a Torino nel gennaio 1889; la sua attività intellettuale autonoma termina. Dagli anni Novanta la sorella contribuisce a costruirne l’immagine pubblica e a pubblicarne gli scritti; fonda l’Archivio Nietzsche nel 1894. Muore nel 1900. Gli studiosi metteranno in discussione alcune di quelle presentazioni editoriali.
Comprendere una vita in profondità
01Dalla casa pastorale alla filologia
Nato a Röcken nel 1844, Nietzsche crebbe in un ambiente protestante segnato dalla morte precoce del padre. Pforta gli diede una formazione rigorosa nelle lingue e nei testi antichi; la musica rimase un'altra pratica essenziale. Studiò a Bonn e poi a Lipsia con il filologo Friedrich Ritschl. La nomina a Basilea nel 1869 precedette il consueto percorso universitario. Il mestiere gli insegnò a ricostruire testi, confrontare testimonianze e interrogare certezze ereditate. Questi procedimenti continuarono ad agire nella sua filosofia, anche quando le domande superarono le aspettative disciplinari della filologia classica.
02Grecia, Wagner e distacchi
A Basilea Nietzsche incontrò una cultura universitaria di cui contestò progressivamente i limiti. L'amicizia con Wagner e la lettura di Schopenhauer orientarono La nascita della tragedia, che suscitò una controversia filologica nel 1872. Le Considerazioni inattuali esaminarono poi educazione, storia e rinnovamento culturale. La rottura con Wagner non derivò da un solo evento: si accumularono divergenze estetiche, religiose e politiche. Umano, troppo umano segnò nel 1878 un passaggio all'osservazione storica e psicologica. Nietzsche continuò tuttavia a chiedersi quali possibilità l'arte apra alla vita, anziché sostituire semplicemente gli interessi artistici con una dottrina scientifica definitiva.
03Un’opera itinerante
I problemi di salute portarono Nietzsche a lasciare la cattedra nel 1879. Visse poi tra Sils-Maria, Genova, Nizza e Torino, adattando gli spostamenti alle condizioni fisiche e alle risorse economiche. Questa esistenza non deve diventare una leggenda di solitudine assoluta: corrispondenza, amicizie, editori e lettori contarono nel suo lavoro. Aurora, La gaia scienza, Zarathustra, Al di là del bene e del male e Genealogia della morale sperimentano forme differenti. La successione mostra revisioni e tensioni, non un sistema prestabilito esposto gradualmente. Vulnerabilità corporea e ambizione intellettuale rimasero condizioni inseparabili di questo decennio straordinariamente produttivo.
04Il crollo e le edizioni contese
Il crollo mentale a Torino nel gennaio 1889 interruppe l'attività intellettuale autonoma di Nietzsche. Lo accudirono la madre e poi la sorella; morì nel 1900. Elisabeth Förster-Nietzsche organizzò l'Archivio Nietzsche e intervenne nella presentazione degli scritti. Le appropriazioni nazionaliste e naziste amplificarono falsificazioni senza eliminare la necessità di esaminare passaggi realmente antiegualitari. Il lavoro critico di Giorgio Colli e Mazzino Montinari restituì, tra l'altro, l'ordine cronologico dei quaderni. La volontà di potenza va quindi identificata come compilazione editoriale, non come il grande libro compiuto che Nietzsche avrebbe lasciato. La storia delle edizioni è parte della sua ricezione filosofica.
Un’eredità e le sue tensioni.
Nietzsche rinnova la critica morale, la riflessione sull’interpretazione e le filosofie dell’esistenza. Si oppone all’antisemitismo e al nazionalismo del suo tempo, ma nei suoi testi compaiono anche posizioni aristocratiche e antiegualitarie e generalizzazioni sulle donne da esaminare criticamente. Le appropriazioni politiche successive non si spiegano né come semplice fedeltà né come deformazioni che cancellino tutte queste tensioni.