Gottfried Wilhelm LeibnizRazionalismo · metafisica delle monadiGUIDA ALLA LETTURA · Per approfondire · 13 min

Idee innate e piccole percezioni

Leggete i Nuovi saggi come un dibattito sull’origine della conoscenza, confrontando ogni tesi di Teofilo con il passo di Locke a cui risponde.

Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.

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Collocare il testo

Leibniz scrisse l’opera in francese all’incirca tra il 1703 e il 1705, servendosi della traduzione francese del Saggio fatta da Pierre Coste. Quando Locke morì nel 1704, rinunciò a pubblicare una replica a chi non poteva più rispondere, e il manoscritto rimase inedito finché Rudolf Erich Raspe non lo incluse nel 1765 nella sua edizione delle opere filosofiche di Leibniz. Seguendo libro per libro il Saggio sull’intelletto umano di John Locke, questo dialogo contrappone Filalete, portavoce di Locke, a Teofilo, portavoce di Leibniz. Difende le idee e i principi innati come disposizioni della mente, sostiene che abbiamo innumerevoli percezioni troppo deboli per essere avvertite e riprende le analisi lockiane dell’identità, del linguaggio, della libertà e della conoscenza.

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Seguire gli argomenti

Il marmo venato : La mente non è una tavola rasa, ma somiglia a un blocco di marmo le cui venature disegnano già la figura che lo scultore farà emergere. Piccole percezioni : Udiamo il fragore del mare solo perché percepiamo, senza avvertirli, i rumori di ciascuna delle innumerevoli onde che lo compongono. Eccetto l’intelletto stesso : Alla massima secondo cui nulla è nell’intelletto che prima non sia stato nei sensi, Leibniz aggiunge: eccetto l’intelletto stesso.

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Continuare la lettura

Leggete prima la prefazione, poi il primo libro sulle nozioni innate e i capitoli del secondo libro sulla libertà e sull’identità personale, tenendo aperto il Saggio di Locke al capitolo corrispondente. Leibniz scrisse l’opera in francese all’incirca tra il 1703 e il 1705, servendosi della traduzione francese del Saggio fatta da Pierre Coste. Quando Locke morì nel 1704, rinunciò a pubblicare una replica a chi non poteva più rispondere, e il manoscritto rimase inedito finché Rudolf Erich Raspe non lo incluse nel 1765 nella sua edizione delle opere filosofiche di Leibniz.

Un’idea da conservare.

Contro la tavola rasa, i Nuovi saggi descrivono una mente attiva fin dall’inizio e piena di percezioni che non avverte.

Ora tocca a te pensare.

  1. Che cosa guadagna Leibniz trattando le idee innate come disposizioni anziché come pensieri di cui saremmo già consapevoli?
  2. In che modo la dottrina delle piccole percezioni cambia l’immagine di una mente che conosce i propri contenuti?
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