Sigmund FreudPsicoanalisi · neurologia vienneseGUIDA ALLA LETTURA · Per approfondire · 13 min

Civiltà, aggressività e colpa

Ripercorrete l’argomentazione del Disagio della civiltà, dal sentimento oceanico all’aggressività, al Super-io e al senso di colpa come prezzo della civiltà.

Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.

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Collocare il testo

Scritto nell’estate del 1929 e pubblicato a Vienna dall’Internationaler Psychoanalytischer Verlag con la data 1930, il saggio prosegue L’avvenire di un’illusione del 1927, che aveva suscitato la lettera di Rolland. Il titolo di lavoro parlava di infelicità anziché di disagio; la versione inglese di Joan Riviere, del 1930, lo intitolò Civilization and Its Discontents. Freud parte dal «sentimento oceanico» che l’amico Romain Rolland aveva indicato come fonte della religione e lo riconduce piuttosto a uno stadio precoce dell’Io. Si chiede poi perché la civiltà, costruita per proteggere gli uomini dalla natura e gli uni dagli altri, li lasci così infelici, e risponde che essa esige la rinuncia alle pulsioni sessuali e soprattutto aggressive, che il Super-io ritorce contro l’Io come senso di colpa.

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Seguire gli argomenti

Tecniche di vita : L’ebbrezza, il ritiro dal mondo, la sublimazione nel lavoro e nell’arte e l’amore sono esaminati come modi di evitare la sofferenza, nessuno dei quali vale con certezza per tutti. Ama il prossimo tuo : Freud vede in questo comandamento la prova della forza dell’aggressività umana, poiché la civiltà deve esigere proprio ciò che più contrasta con la natura originaria dell’uomo. La colpa come prezzo della civiltà : Ogni rinuncia accresce la severità della coscienza morale, sicché il senso di colpa diventa, nelle parole di Freud, il problema più importante dello sviluppo della civiltà.

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Continuare la lettura

Il saggio è breve: leggete i capitoli I e II su religione e felicità, V e VI su aggressività e pulsione di morte, poi VII e VIII sulla colpa, notando la frase conclusiva aggiunta nel 1931. Scritto nell’estate del 1929 e pubblicato a Vienna dall’Internationaler Psychoanalytischer Verlag con la data 1930, il saggio prosegue L’avvenire di un’illusione del 1927, che aveva suscitato la lettera di Rolland. Il titolo di lavoro parlava di infelicità anziché di disagio; la versione inglese di Joan Riviere, del 1930, lo intitolò Civilization and Its Discontents.

Un’idea da conservare.

Freud presenta la civiltà come uno scambio necessario ma costoso, in cui la sicurezza si paga con la rinuncia pulsionale e con una colpa spesso inconscia.

Ora tocca a te pensare.

  1. Perché Freud rifiuta di fare del sentimento oceanico la fonte del bisogno religioso?
  2. Come può la rinuncia all’aggressività rendere la coscienza morale più dura anziché più mite?
Continuare nel mio taccuino

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