BuddhaBuddhismo antico · via di mezzoGUIDA ALLA LETTURA · Per approfondire · 13 min

I saggi dei versi più antichi

Esplorate i capitoli antichi del Sutta Nipāta sul distacco dalle opinioni, sulla benevolenza senza limiti e sul brahmano definito dalla condotta anziché dalla nascita.

Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.

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Collocare il testo

Parte del Khuddaka Nikāya, i suoi cinque capitoli comprendono l’Aṭṭhakavagga e il Pārāyanavagga, spesso ritenuti antichi perché altri testi canonici li citano e un commento antico, il Niddesa, li spiega. Si conserva anche una traduzione cinese di un parallelo dell’Aṭṭhakavagga. Questa raccolta di discorsi in versi, talvolta incorniciati dalla prosa, riunisce alcune delle più antiche poesie buddhiste: le strofe del Corno del rinoceronte sul vagare solitario, il discorso sulla benevolenza, dialoghi con brahmani e le domande di sedici discepoli nell’ultimo capitolo. Ritrae il saggio come colui che ha lasciato andare la brama e le contese sulle opinioni.

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Seguire gli argomenti

Oltre le opinioni : L’Aṭṭhakavagga avverte che ritenere suprema la propria opinione genera dispute; il saggio non prende parte alle contese dottrinali. Benevolenza : Il Metta Sutta chiede una benevolenza senza limiti verso tutti gli esseri, visibili e invisibili, come una madre protegge il suo unico figlio. Brahmano per condotta : Il Vāseṭṭha Sutta sostiene che si diventa brahmano con l’azione e non per nascita.

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Continuare la lettura

Cominciate dal Corno del rinoceronte e dal discorso sulla benevolenza del primo capitolo, poi leggete l’Aṭṭhakavagga in una traduzione che ne conservi la struttura in versi e ne segnali i legami con il Niddesa. Parte del Khuddaka Nikāya, i suoi cinque capitoli comprendono l’Aṭṭhakavagga e il Pārāyanavagga, spesso ritenuti antichi perché altri testi canonici li citano e un commento antico, il Niddesa, li spiega. Si conserva anche una traduzione cinese di un parallelo dell’Aṭṭhakavagga.

Un’idea da conservare.

I versi più antichi presentano il risveglio come libertà dall’attaccamento, compreso quello alle dottrine e al rango sociale.

Ora tocca a te pensare.

  1. Perché i poemi dell’Aṭṭhakavagga mettono in guardia dall’attaccamento perfino alle proprie opinioni?
  2. In che modo il discorso a Vāseṭṭha ridefinisce il brahmano mediante la condotta anziché la nascita?
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