Rabindranath TagoreUmanesimo universale · Rinascimento bengaleseGUIDA ALLA LETTURA · Per approfondire · 11 min

Il sé, la natura e l’infinito

Esaminate come Sadhana rilegga le Upanishad per collegare individuo, natura, amore e azione.

Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.

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Collocare il testo

Pubblicati nel 1913, i testi rielaborano conversazioni in bengali tenute agli allievi della sua scuola di Santiniketan; alcuni amici tradussero dei passi, e la maggior parte fu letta all’Università di Harvard. Nella prefazione Tagore avverte che non scrive né da erudito né da filosofo sistematico. Otto conferenze presentano la lettura che Tagore fa delle Upanishad e dell’insegnamento buddhista come filosofia viva e non come reperto da museo. Trattano del rapporto fra individuo e universo, della coscienza dell’anima, del male, del sé, dell’amore, dell’azione, della bellezza e dell’infinito, sostenendo che l’anima trova la libertà nell’unione e nell’amore più che nel possesso.

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Seguire gli argomenti

Foresta e città : La prima conferenza contrappone le civiltà cresciute entro mura cittadine a un ideale indiano formato nella foresta, che mira non ad acquisire ma a realizzare. Problema del male : Dolore e male sono considerati reali ma non definitivi, segni di un mondo incompiuto in cammino verso la perfezione. Sé e amore : Il sé si compie non affermando la propria separatezza, ma realizzandosi nell’amore e nell’opera per gli altri.

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Continuare la lettura

Cominciate dalla prima e dalla quarta conferenza, poi chiedetevi dove Tagore interpreta testi classici e dove parla dalla propria esperienza. Pubblicati nel 1913, i testi rielaborano conversazioni in bengali tenute agli allievi della sua scuola di Santiniketan; alcuni amici tradussero dei passi, e la maggior parte fu letta all’Università di Harvard. Nella prefazione Tagore avverte che non scrive né da erudito né da filosofo sistematico.

Un’idea da conservare.

Per Tagore il sé diventa più libero man mano che riconosce la propria parentela con gli altri e con il mondo naturale.

Ora tocca a te pensare.

  1. Quali esperienze offre Tagore come prova dell’unità fra il sé e l’universo?
  2. Come risponde all’obiezione secondo cui la sofferenza contraddice quell’unità?
Continuare nel mio taccuino

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