Certezza e dubbio
Esaminate come Wittgenstein risponde a Moore e allo scettico chiedendo che cosa debba restare fermo perché il dubbio abbia senso.
Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.
Collocare il testo
Scritte tra il 1949 e il 1951, negli ultimi diciotto mesi di vita, le note non furono mai riviste; l’ultima annotazione risale a due giorni prima della morte. G. E. M. Anscombe e G. H. von Wright le selezionarono e pubblicarono nel 1969, con una traduzione inglese di Denis Paul e Anscombe. Sono oggi al centro dei dibattiti sullo scetticismo e sulla cosiddetta epistemologia dei cardini. Queste note numerate rispondono a G. E. Moore, che sosteneva di sapere che qui c’è una mano e che la Terra esisteva molto prima della sua nascita. Wittgenstein argomenta che tali proposizioni non sono comuni pretese di conoscenza fondate su prove, ma appartengono allo sfondo sul quale le prove contano: il dubbio stesso richiede che qualcosa stia fermo, come una porta gira sui suoi cardini.
Seguire gli argomenti
Proposizioni cardine : Alcune certezze non sono conclusioni tratte da prove; restano ferme perché si possano porre domande e sollevare dubbi. Immagine del mondo : Ciascuno eredita un’immagine del mondo sullo sfondo della quale distingue il vero dal falso; non l’ha adottata dopo averne verificato la correttezza. Letto del fiume : L’immagine di un letto di fiume le cui sponde si spostano lentamente suggerisce che ciò che sta fermo può cambiare, ma non come si rivede un’ipotesi comune.
Continuare la lettura
Cominciate dalle prime annotazioni su Moore, seguite poi l’immagine del mondo e il letto del fiume ai §§ 94-99 e i cardini ai §§ 341-343, ricordando che sono appunti di lavoro e non un libro compiuto. Scritte tra il 1949 e il 1951, negli ultimi diciotto mesi di vita, le note non furono mai riviste; l’ultima annotazione risale a due giorni prima della morte. G. E. M. Anscombe e G. H. von Wright le selezionarono e pubblicarono nel 1969, con una traduzione inglese di Denis Paul e Anscombe. Sono oggi al centro dei dibattiti sullo scetticismo e sulla cosiddetta epistemologia dei cardini.
Dubbio e giustificazione giungono a termine non in una prova ultima, ma in un modo di agire che non è esso stesso in questione.
Ora tocca a te pensare.
- Quale delle vostre convinzioni non potreste mettere in dubbio senza che il dubbio stesso perda senso?
- Come può un cardine spostarsi nel tempo senza diventare un’ipotesi comune?
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