La virtù come rimedio
Studiate gli Otto capitoli sulle facoltà dell’anima, il giusto mezzo e il libero arbitrio, confrontandoli con Aristotele.
Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.
Collocare il testo
Scritto in arabo come prefazione ad Avot nel Commento alla Mishnah, completato nel 1168, si appoggia ad Aristotele e ad al-Farabi senza nominarli. La traduzione ebraica di Samuel ibn Tibbon gli diede il titolo consueto. Questo trattato etico introduce il trattato mishnico Avot con una psicologia delle facoltà dell’anima, una dottrina della virtù come giusto mezzo fra gli estremi e una difesa della libera scelta. L’educazione morale appare come cura delle malattie dell’anima, così come la medicina cura il corpo.
Seguire gli argomenti
Facoltà : L’anima è una, con potenze nutritiva, sensitiva, immaginativa, appetitiva e razionale; la virtù riguarda il loro orientamento. Giusto mezzo : La virtù è una disposizione fra eccesso e difetto; spingersi deliberatamente all’estremo opposto serve solo come rimedio temporaneo. Libertà : Gli esseri umani scelgono le proprie azioni; né l’astrologia né un decreto divino costringono qualcuno alla virtù o al vizio.
Continuare la lettura
Leggete insieme i capitoli sulle malattie dell’anima e sul libero arbitrio, e notate dove il trattato adatta l’etica filosofica alle fonti rabbiniche. Scritto in arabo come prefazione ad Avot nel Commento alla Mishnah, completato nel 1168, si appoggia ad Aristotele e ad al-Farabi senza nominarli. La traduzione ebraica di Samuel ibn Tibbon gli diede il titolo consueto.
Negli Otto capitoli la virtù morale è un equilibrio acquisito con la pratica e liberamente scelto, non una natura fissa.
Ora tocca a te pensare.
- In che senso i vizi sono malattie dell’anima, e chi ne è il medico?
- Come difende Maimonide la libera scelta contro l’astrologia e la predestinazione?
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