Vivere con l’assurdo
Seguite il saggio dalla questione del suicidio, attraverso la critica dei salti filosofici, fino all’immagine di Sisifo che ridiscende verso il suo masso.
Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.
Collocare il testo
Sottotitolato «saggio sull’assurdo» e dedicato a Pascal Pia, il libro fu terminato nel febbraio 1941 a Orano e pubblicato da Gallimard nell’ottobre 1942, pochi mesi dopo Lo straniero, di cui costituisce il contrappunto filosofico. Lo studio su Kafka, escluso dalla prima edizione durante l’Occupazione, fu ripristinato in appendice dopo la guerra. Camus lo presenta come la descrizione di una sensibilità dell’epoca, non come una filosofia dell’assurdo. Il saggio si apre dichiarando che c’è un solo problema filosofico veramente serio, il suicidio, e si chiede se l’assurdo lo esiga. Camus risponde di no: la lucidità richiede piuttosto la rivolta, la libertà e la passione, incarnate da Don Giovanni, dall’attore, dal conquistatore e dal creatore, e il libro si chiude con Sisifo, condannato a spingere in eterno il suo masso, che bisogna immaginare felice.
Seguire gli argomenti
Il suicidio come domanda : Giudicare se la vita valga la pena di essere vissuta è la prima questione, perché tutte le altre risposte ne dipendono; Camus parte da questo giudizio e non dalla metafisica. L’uomo assurdo : Don Giovanni, l’attore e il conquistatore vivono senza appello e preferiscono la quantità e l’intensità delle esperienze alla promessa di un senso eterno. Sisifo felice : Ridiscendendo verso il suo masso, Sisifo è consapevole della sua sorte; questa lucidità, che corona il suo supplizio, glielo rende proprio e lo pone al di sopra del suo destino.
Continuare la lettura
Leggete con attenzione il primo capitolo sul ragionamento assurdo, scorrete la galleria degli uomini assurdi, poi affrontate lentamente le ultime quattro pagine su Sisifo, confrontandone il tono con l’inizio dello Straniero. Sottotitolato «saggio sull’assurdo» e dedicato a Pascal Pia, il libro fu terminato nel febbraio 1941 a Orano e pubblicato da Gallimard nell’ottobre 1942, pochi mesi dopo Lo straniero, di cui costituisce il contrappunto filosofico. Lo studio su Kafka, escluso dalla prima edizione durante l’Occupazione, fu ripristinato in appendice dopo la guerra. Camus lo presenta come la descrizione di una sensibilità dell’epoca, non come una filosofia dell’assurdo.
L’assurdo non è una ragione per morire, ma una condizione da tenere sotto gli occhi: una lucidità senza speranza può ancora sostenere la rivolta, la libertà e la passione.
Ora tocca a te pensare.
- Perché Camus fa del suicidio, anziché dell’esistenza del mondo o di Dio, la prima questione filosofica?
- Che cosa rende esattamente felice Sisifo, e potrebbe esistere quella felicità senza la coscienza della sua pena?
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