Assurdo e rivolta · saggio, romanzo e teatro · 1913–1960

Albert Camus

Bisogna immaginare Sisifo felice.

Algeri · Parigi · Lourmarin
Bibliografia

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Opere, testimonianze e letture di approfondimento sono distinte. Le date si riferiscono alla composizione o alla prima pubblicazione, secondo le indicazioni di ogni voce.

Ambito della bibliografia

Le schede presentano i due saggi e il romanzo che stanno al centro del pensiero di Camus sull’assurdo e sulla rivolta. Il rovescio e il diritto, Nozze, La peste, La caduta, L’esilio e il regno, il teatro, le Lettere a un amico tedesco, gli editoriali di Combat, i Taccuini e Il primo uomo non sono ancora indicizzati; è una selezione, non una bibliografia completa.

Opera

011942

Il mito di Sisifo

Sottotitolato «saggio sull’assurdo» e dedicato a Pascal Pia, il libro fu terminato nel febbraio 1941 a Orano e pubblicato da Gallimard nell’ottobre 1942, pochi mesi dopo Lo straniero, di cui costituisce il contrappunto filosofico. Lo studio su Kafka, escluso dalla prima edizione durante l’Occupazione, fu ripristinato in appendice dopo la guerra. Camus lo presenta come la descrizione di una sensibilità dell’epoca, non come una filosofia dell’assurdo.

021942

Lo straniero

Abbozzato dal 1938, terminato a Parigi nel maggio 1940 e pubblicato da Gallimard nel giugno 1942, il romanzo forma con Il mito di Sisifo e Caligola il ciclo dell’assurdo. La sua narrazione in prima persona, piana e al passato prossimo, deve molto al romanzo americano; Sartre gli dedicò nel 1943 un celebre saggio. La critica postcoloniale ha messo in discussione l’anonimato della vittima, e Kamel Daoud vi ha risposto nel 2013 con un romanzo narrato dal fratello del morto.

031951

L’uomo in rivolta

Pubblicato da Gallimard nell’ottobre 1951, il saggio prolunga il ragionamento del Mito di Sisifo: se l’assurdo vieta il suicidio, vieta anche l’omicidio legittimato. La sua critica di Hegel, di Marx e dei campi sovietici, scritta nel pieno della guerra fredda, gli valse nel maggio 1952 la recensione ostile di Francis Jeanson su Les Temps modernes e ad agosto la risposta di Sartre a Camus, che pose fine alla loro amicizia.

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