Nascita e trasferimento a Vienna
Nato a Freiberg, in Moravia, in una famiglia di commercianti ebrei, si trasferì con i genitori a Vienna nel 1860.
Leggere nei sogni e nei sintomi i desideri che ignoriamo.
Sigmund Freud fu un neurologo austriaco che fondò la psicoanalisi, al tempo stesso metodo di cura e teoria della mente fondata sull’idea che gran parte della vita psichica sia inconscia. Dall’apertura del suo studio a Vienna nel 1886 fino all’esilio a Londra nel 1938, lesse sogni, lapsus, motti di spirito e sintomi nevrotici come compromessi fra i desideri e le forze che li rimuovono, ed estese questa analisi alla sessualità, alla morale, alla religione e alla civiltà.
Nato a Freiberg, in Moravia, in una famiglia di commercianti ebrei, si trasferì con i genitori a Vienna nel 1860.
Studiò medicina a Vienna, si laureò nel 1881 e lavorò con Charcot a Parigi nel 1885 e nel 1886.
Pubblicò con Josef Breuer gli Studi sull’isteria nel 1895 e poi L’interpretazione dei sogni, datata 1900.
I Tre saggi uscirono nel 1905; l’Associazione psicoanalitica internazionale fu fondata nel 1910 e la rottura con Jung avvenne nel 1913.
Ad Al di là del principio di piacere nel 1920 e all’Io e l’Es nel 1923 seguì Il disagio della civiltà, datato 1930.
Costretto a lasciare Vienna dopo l’annessione dell’Austria nel 1938, si stabilì a Londra, dove morì il 23 settembre 1939.
Sigmund Freud nacque il 6 maggio 1856 a Freiberg, in Moravia, oggi Příbor nella Repubblica Ceca, primo degli otto figli di Jacob Freud, commerciante ebreo di lana, e della giovane moglie Amalia Nathansohn. Difficoltà economiche portarono la famiglia a Lipsia e nel 1860 a Vienna, dove Freud eccelse al ginnasio della Leopoldstadt. Nel 1873 iniziò gli studi di medicina all’Università di Vienna, seguì le lezioni di filosofia di Franz Brentano e trascorse sei anni nell’istituto di fisiologia di Ernst Brücke studiando le cellule nervose della lampreda e del gambero di fiume. Laureatosi nel 1881, poiché gli serviva un reddito per sposare Martha Bernays, passò al lavoro clinico all’Ospedale generale di Vienna.
Dopo un soggiorno a Parigi nel 1885 e nel 1886 presso Jean-Martin Charcot, che trattava l’isteria come una vera malattia, Freud aprì uno studio privato a Vienna e sposò Martha Bernays nel 1886. Con il medico Josef Breuer, la cui paziente Anna O. aveva chiamato la propria terapia la «cura parlata», pubblicò nel 1895 gli Studi sull’isteria, secondo i quali l’isterico soffre per lo più di reminiscenze. Sostituì via via l’ipnosi con le libere associazioni, abbandonò nel 1897 l’idea che l’isteria derivi sempre da una seduzione reale nell’infanzia e analizzò i propri sogni dopo la morte del padre. L’interpretazione dei sogni, datata 1900, espose il metodo e la teoria che ormai chiamava psicoanalisi.
Nel 1902 Freud riunì un piccolo circolo che si incontrava il mercoledì sera a casa sua, in Berggasse 19, e nel 1905 pubblicò i Tre saggi, un libro sul motto di spirito e il caso di Dora. Invitato nel 1909 alla Clark University, nel Massachusetts, con Carl Gustav Jung e Sándor Ferenczi, vide fondare l’anno seguente l’Associazione psicoanalitica internazionale, prima delle aspre rotture con Alfred Adler e poi con Jung. Durante e dopo la Prima guerra mondiale rielaborò la teoria: Al di là del principio di piacere, del 1920, introdusse la pulsione di morte, e L’Io e l’Es, del 1923, divise la psiche in Es, Io e Super-io. Lo stesso anno gli fu diagnosticato un cancro alla mascella.
Negli ultimi anni Freud si rivolse alla religione e alla civiltà con L’avvenire di un’illusione, del 1927, e Il disagio della civiltà, e nel 1932 corrispose con Albert Einstein sulla possibilità di impedire la guerra. La città di Francoforte gli conferì il premio Goethe nel 1930, ma nel 1933 i suoi libri furono bruciati a Berlino. Dopo l’annessione dell’Austria nel marzo 1938 e l’interrogatorio della figlia Anna da parte della Gestapo, lasciò Vienna per Londra, dove terminò L’uomo Mosè e la religione monoteistica. Lì morì il 23 settembre 1939. Quattro delle sue sorelle, rimaste a Vienna, furono poi assassinate nei campi nazisti.
La psicoanalisi divenne un movimento clinico internazionale, diviso in scuole rivali, da Anna Freud e Melanie Klein a Jacques Lacan. I filosofi ne discutono da allora lo statuto: Karl Popper le negò la falsificabilità e Adolf Grünbaum ne contestò le prove cliniche, mentre Paul Ricœur, Herbert Marcuse, Jürgen Habermas e Michel Foucault lessero Freud come un maestro del sospetto, un critico della repressione o una figura chiave della storia moderna della sessualità.
Fonti e riferimenti