Le vie della visione
Seguite come lo Scivias trasforma ogni visione in insegnamento, dalla chiamata del 1141 alle immagini del cosmo e della Chiesa.
Introduzione originale. Questa guida accompagna la lettura dell’opera: non ne costituisce il testo integrale né una traduzione.
Collocare il testo
Scritta fra il 1141 e il 1151 con l’aiuto del monaco Volmar e della monaca Richardis di Stade, l’opera fu esaminata da una commissione pontificia e letta davanti a papa Eugenio III al sinodo di Treviri del 1147–1148. Una copia riccamente miniata eseguita al Rupertsberg è scomparsa nel 1945; le sue immagini sono note oggi grazie a fotografie e a una copia dipinta a mano dalle monache di Eibingen. In tre libri e ventisei visioni, Ildegarda descrive dapprima ogni immagine veduta e poi ne riferisce l’interpretazione pronunciata da una voce celeste: la creazione, la caduta e la struttura del cosmo nel libro I; la redenzione, la Chiesa e i sacramenti nel libro II; la storia della salvezza, le virtù e la fine dei tempi nel libro III, che si chiude con canti e una prima versione del dramma delle Virtù.
Seguire gli argomenti
Visione e interpretazione : Ogni visione è prima esposta come immagine e poi spiegata frase per frase, così che il quadro diventa un insegnamento su Dio, sul mondo e sull’anima. L’uovo cosmico : Nel libro I l’universo appare come una struttura a forma di uovo, fatta di fuoco, etere e aria umida attorno alla terra, con venti e astri che esprimono l’ordine del governo divino. Ecclesia : La Chiesa è mostrata come una donna immensa, sposa di Cristo e madre dei fedeli, che accoglie nel suo corpo i neobattezzati e soffre per le mancanze del clero.
Continuare la lettura
Cominciate dalla dichiarazione iniziale che racconta la chiamata del 1141, poi leggete la visione 3 del libro I sul cosmo e la visione 3 del libro II sulla Chiesa, tenendo a portata di mano riproduzioni delle miniature. Scritta fra il 1141 e il 1151 con l’aiuto del monaco Volmar e della monaca Richardis di Stade, l’opera fu esaminata da una commissione pontificia e letta davanti a papa Eugenio III al sinodo di Treviri del 1147–1148. Una copia riccamente miniata eseguita al Rupertsberg è scomparsa nel 1945; le sue immagini sono note oggi grazie a fotografie e a una copia dipinta a mano dalle monache di Eibingen.
Nello Scivias vedere e comprendere vanno insieme: l’immagine apre una domanda che l’interpretazione trasforma in dottrina.
Ora tocca a te pensare.
- Perché Ildegarda insiste di aver visto sveglia e a occhi aperti, e quale autorità conferisce ciò ai suoi scritti?
- In che modo l’interpretazione della voce celeste cambia il senso di un’immagine come quella dell’uovo cosmico?
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