Langres e Parigi
Nato a Langres da un mastro coltellinaio, studiò presso i gesuiti della sua città e conseguì a Parigi il titolo di maestro delle arti nel 1732.
Raccogliere il sapere per cambiare il modo comune di pensare.
Figlio di un mastro coltellinaio di Langres, Denis Diderot divenne il principale direttore dell’Encyclopédie, il dizionario collettivo che voleva raccogliere le scienze, le arti e i mestieri e cambiare il modo comune di pensare. Materialista e ateo che tenne manoscritte le sue opere più audaci, fu anche romanziere, drammaturgo, critico d’arte e autore di lettere, e fece del dialogo la forma di una filosofia inquieta e sperimentale.
Nato a Langres da un mastro coltellinaio, studiò presso i gesuiti della sua città e conseguì a Parigi il titolo di maestro delle arti nel 1732.
Sposato con Anne-Antoinette Champion nel 1743, visse di traduzioni finché i suoi Pensieri filosofici furono condannati al rogo nel 1746.
Nominato condirettore dell’Encyclopédie con d’Alembert nel 1747, fu imprigionato a Vincennes nel 1749 dopo la Lettera sui ciechi.
Il primo volume uscì nel 1751; nonostante la revoca del privilegio nel 1759, gli ultimi dieci volumi di testo apparvero insieme nel 1765.
Scrisse Il sogno di d’Alembert nel 1769 e soggiornò a San Pietroburgo come ospite di Caterina II nel 1773 e nel 1774.
Cinque mesi dopo Sophie Volland morì a Parigi il 31 luglio 1784, lasciando inedite molte delle sue opere.
Nato nel 1713 a Langres, nella Champagne, Denis Diderot era figlio di Didier Diderot, stimato mastro coltellinaio, e fu destinato dapprima alla Chiesa: dopo gli studi presso i gesuiti della sua città ricevette la tonsura nel 1726, a dodici anni. A Parigi conseguì il titolo di maestro delle arti nel 1732, poi rifiutò le professioni che la famiglia aveva in mente per lui e visse una decina d’anni come precettore, scrittore a pagamento e traduttore. Le sue versioni della Storia della Grecia di Temple Stanyan, del Saggio sul merito e la virtù di Shaftesbury e del Dizionario di medicina di Robert James lo addestrarono al mestiere di compilatore del sapere. Nel 1743 sposò Anne-Antoinette Champion, cucitrice di biancheria, contro la volontà del padre.
Nel 1745 il libraio André Le Breton progettò una traduzione francese della Cyclopaedia di Ephraim Chambers; dal 1747 Diderot e il matematico Jean Le Rond d’Alembert ne divennero i direttori e ne fecero un originale «dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri». La Lettera sui ciechi, in cui il matematico cieco Saunderson dubita di ogni disegno nella natura, costò a Diderot più di tre mesi di prigionia nella fortezza di Vincennes nel 1749. Il primo volume uscì nel 1751 con il Discorso preliminare di d’Alembert; l’opera fu sospesa nel 1752, perse il privilegio nel 1759 dopo il ritiro di d’Alembert e fu completata in clandestinità, con gli ultimi dieci volumi di testo nel 1765 e le tavole entro il 1772. Diderot stesso scrisse migliaia di voci e visitò le botteghe per descrivere i mestieri.
A partire dal 1760 circa Diderot scrisse sempre più per pochi amici e per i posteri che per il pubblico. I suoi drammi borghesi, Il figlio naturale e Il padre di famiglia, furono accompagnati da una teoria del teatro delle condizioni sociali ordinarie, e i suoi Salons, redatti dal 1759 per la Correspondance littéraire manoscritta di Grimm, fecero della critica d’arte un genere letterario. Il nipote di Rameau, Il sogno di d’Alembert, il Supplemento al viaggio di Bougainville, Jacques il fatalista e La monaca circolarono manoscritti o in quella gazzetta riservata e furono stampati solo dopo la sua morte. In questi dialoghi il materialismo, il determinismo e una morale senza Dio sono messi alla prova da voci che si contraddicono, e l’autore conserva di rado l’ultima parola.
Nel 1765, quando Diderot cercava una dote per la figlia Angélique, Caterina II acquistò la sua biblioteca, gliela lasciò in uso e gli versò uno stipendio come bibliotecario. Egli la ringraziò recandosi a San Pietroburgo, dove dall’ottobre 1773 al marzo 1774 conversò a lungo con l’imperatrice e redasse memorie sull’educazione e sulle riforme di cui ella tenne poco conto. Tornato a Parigi, collaborò anonimamente alla Storia delle due Indie pubblicata sotto il nome dell’abate Raynal, con pagine veementi contro la schiavitù e la conquista coloniale, e difese Seneca nel suo Saggio sui regni di Claudio e di Nerone. Morì il 31 luglio 1784, pochi mesi dopo Sophie Volland; i suoi manoscritti partirono per San Pietroburgo con la biblioteca, e le copie conservate dalla figlia permisero in seguito di pubblicarne gran parte.
L’Encyclopédie è diventata il modello di un sapere collettivo e critico che onora le arti meccaniche accanto alle scienze, e il suo direttore un simbolo della lotta dell’Illuminismo contro la censura. I dialoghi postumi di Diderot, ammirati da Goethe, Hegel e Marx, hanno aperto dibattiti sull’organismo vivente, sulla trasformazione delle specie, sul mestiere dell’attore e sulla critica della conquista coloniale che restano vivi ancora oggi.
Fonti e riferimenti