Nascita a Westport
Nasce il 5 aprile presso Malmesbury, mentre l’Invincibile Armata minaccia l’Inghilterra; scriverà poi che la paura e lui nacquero gemelli.
La pace non è un dono della natura: va costruita con un patto.
Thomas Hobbes fu un filosofo e traduttore umanista inglese che trascorse gran parte della sua lunga vita al servizio della famiglia Cavendish e undici anni in esilio a Parigi durante le guerre civili. Negli Elementi di legge naturale e politica, nel De Cive e nel Leviatano sostenne che senza un potere comune gli esseri umani cadono in una guerra di ciascuno contro ciascuno e che la ragione li induce ad autorizzare un sovrano indiviso che mantenga la pace. Difese inoltre una concezione meccanicistica della natura, della mente e del linguaggio, e le sue idee sulla religione ne fecero uno degli autori più attaccati del suo tempo.
Nasce il 5 aprile presso Malmesbury, mentre l’Invincibile Armata minaccia l’Inghilterra; scriverà poi che la paura e lui nacquero gemelli.
La sua traduzione della Guerra del Peloponneso, condotta direttamente sul greco, è la sua prima grande pubblicazione.
Dopo che gli Elementi di legge naturale e politica hanno circolato in difesa del potere regio, parte per Parigi quando in novembre si riunisce il Lungo Parlamento.
La parte politica del sistema progettato viene stampata per prima, in una piccola tiratura privata; una versione ampliata esce ad Amsterdam nel 1647.
Il Leviatano esce a Londra; quell’inverno Hobbes lascia Parigi e fa atto di sottomissione al Consiglio di Stato della nuova repubblica.
Muore il 4 dicembre a Hardwick Hall, nel Derbyshire, a 91 anni, ed è sepolto nella chiesa parrocchiale di Ault Hucknall.
Thomas Hobbes nasce il 5 aprile 1588 a Westport, presso Malmesbury, nel Wiltshire; secondo la sua autobiografia in versi latini, la madre lo partorì prima del tempo alla notizia dell’avvicinarsi dell’Invincibile Armata, sicché la paura e lui nacquero gemelli. Il padre, un curato poco istruito, abbandona la famiglia dopo una rissa e uno zio agiato gli paga gli studi. Divenuto ottimo latinista ed ellenista, Hobbes studia al Magdalen Hall di Oxford e nel 1608 diventa precettore di William Cavendish, futuro secondo conte di Devonshire. Il servizio presso i Cavendish gli assicura per tutta la vita una biblioteca, viaggi nel continente e l’accesso agli ambienti politici e dotti.
Nel 1629 Hobbes pubblica una traduzione inglese di Tucidide condotta direttamente sul greco, una storia che apprezza perché mostra come l’eloquenza e le assemblee popolari possano rovinare una città. Più o meno negli stessi anni, secondo l’amico John Aubrey, trova gli Elementi di Euclide aperti nella biblioteca di un gentiluomo e resta affascinato dal modo in cui la geometria giunge passo dopo passo a conclusioni sorprendenti. Durante un viaggio in Francia e in Italia nel 1634–1636 entra a Parigi nella cerchia di Marin Mersenne e fa visita a Galileo nei pressi di Firenze. Concepisce allora una filosofia in tre parti, sul corpo, sull’uomo e sul cittadino, in cui ogni fenomeno sarebbe spiegato dal movimento.
Nella primavera del 1640 Hobbes porta a termine gli Elementi di legge naturale e politica, che circolano manoscritti e difendono un potere sovrano indiviso contro chi vuole limitare il re. Quando in novembre si riunisce il Lungo Parlamento e comincia a mettere sotto accusa i ministri del re, parte per Parigi, vantandosi poi di essere stato il primo di tutti a fuggire. In esilio scrive le terze obiezioni alle Meditazioni di Descartes, pubblica il De Cive nel 1642 e dal 1646 insegna matematica al futuro Carlo II. Dopo l’esecuzione di Carlo I scrive il Leviatano, stampato a Londra nel 1651; l’attacco al potere del clero e la dottrina della sottomissione a un nuovo sovrano gli alienano molti realisti, e quell’inverno rientra in Inghilterra.
Tornato a Londra, Hobbes completa il suo sistema con il De Corpore nel 1655 e il De Homine nel 1658, mentre polemizza per iscritto con il vescovo John Bramhall sul libero arbitrio e con il matematico John Wallis sulla geometria. Dopo la Restaurazione Carlo II accoglie il suo antico precettore e gli concede una pensione, ma nel 1666 un comitato della Camera dei Comuni è incaricato di esaminare il Leviatano fra i libri che inclinano all’ateismo, e Hobbes non può più pubblicare in Inghilterra di politica o di religione. Scrive Behemoth, dialogo sulle cause delle guerre civili, traduce Omero dopo gli ottant’anni e muore il 4 dicembre 1679. Nel 1683 l’Università di Oxford condanna proposizioni tratte dai suoi libri e li fa bruciare.
Hobbes ha dato alla filosofia politica moderna gran parte del suo vocabolario di base: stato di natura, diritto naturale, contratto sociale, rappresentanza e sovranità. Spinoza, Pufendorf, Locke e Rousseau hanno scritto in dialogo con lui, spesso contro di lui. La sua difesa della sovranità assoluta suscita ancora dibattito, mentre la sua analisi della paura, della fiducia e delle condizioni della cooperazione è studiata nel diritto, nella scienza politica e nella teoria dei giochi.
Fonti e riferimenti