Apologia di Raymond Sebond
Il capitolo più lungo dei Saggi comincia come difesa della teologia naturale di Sebond e diventa una critica prolungata della presunzione umana. Montaigne paragona gli uomini agli animali, raccoglie i disaccordi dei filosofi e dubita dell’affidabilità dei sensi, per concludere che la sola ragione non può innalzare l’uomo al di sopra della sua condizione.
Comprendere il testo
Collocato al capitolo 12 del libro II, fu probabilmente scritto per la maggior parte verso il 1576 e ampliato fino al 1592. Nel 1569, su richiesta del padre, Montaigne aveva pubblicato la sua traduzione della Teologia naturale latina di Sebond. Si discute ancora se il capitolo serva la fede umiliando la ragione o se mini discretamente la difesa che dichiara di offrire.
I punti chiave
- 01
Presunzione umana
Montaigne attacca la convinzione che l’uomo sia padrone della natura, sottolineando quanto poco sappiamo di ciò che gli animali percepiscono o pensano.
- 02
Discordia dei filosofi
I disaccordi senza fine delle scuole su anima, dèi e sommo bene mostrano che la ragione non può risolvere le proprie questioni.
- 03
Limiti dei sensi
Senza un criterio per verificare le percezioni nessun giudizio può dirsi certo; lo scettico sospende l’assenso e continua a cercare.
Approfondire le idee
Il dubbio contro la presunzione
Esaminate come l’Apologia usa gli animali, le dispute dei filosofi e la debolezza dei sensi per umiliare la ragione.
Collocare il testo
Collocato al capitolo 12 del libro II, fu probabilmente scritto per la maggior parte verso il 1576 e ampliato fino al 1592. Nel 1569, su richiesta del padre, Montaigne aveva pubblicato la sua traduzione della Teologia naturale latina di Sebond. Si discute ancora se il capitolo serva la fede umiliando la ragione o se mini discretamente la difesa che dichiara di offrire. Il capitolo più lungo dei Saggi comincia come difesa della teologia naturale di Sebond e diventa una critica prolungata della presunzione umana. Montaigne paragona gli uomini agli animali, raccoglie i disaccordi dei filosofi e dubita dell’affidabilità dei sensi, per concludere che la sola ragione non può innalzare l’uomo al di sopra della sua condizione.
Seguire gli argomenti
Presunzione umana : Montaigne attacca la convinzione che l’uomo sia padrone della natura, sottolineando quanto poco sappiamo di ciò che gli animali percepiscono o pensano. Discordia dei filosofi : I disaccordi senza fine delle scuole su anima, dèi e sommo bene mostrano che la ragione non può risolvere le proprie questioni. Limiti dei sensi : Senza un criterio per verificare le percezioni nessun giudizio può dirsi certo; lo scettico sospende l’assenso e continua a cercare.
Continuare la lettura
Leggete l’apertura su Sebond, poi il confronto con gli animali e l’esposizione del pirronismo; notate dove Montaigne parla a nome proprio e dove riferisce le opinioni degli antichi. Collocato al capitolo 12 del libro II, fu probabilmente scritto per la maggior parte verso il 1576 e ampliato fino al 1592. Nel 1569, su richiesta del padre, Montaigne aveva pubblicato la sua traduzione della Teologia naturale latina di Sebond. Si discute ancora se il capitolo serva la fede umiliando la ragione o se mini discretamente la difesa che dichiara di offrire.
Domande per proseguire la lettura
- Il confronto con gli animali abbassa l’uomo o semplicemente lo ricolloca nella natura?
- Se la ragione non può risolvere le proprie dispute, che cosa resta a guidare credenza e condotta?
Il dubbio scettico dell’Apologia frena la presunzione senza vietare la ricerca né la vita ordinaria.
Come leggerlo
Leggete l’apertura su Sebond, poi il confronto con gli animali e l’esposizione del pirronismo; notate dove Montaigne parla a nome proprio e dove riferisce le opinioni degli antichi.
Edizioni e fonti
- Consultare la fonte 1fr.wikisource.orgnuova scheda
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I riassunti e i punti chiave sono interpretazioni editoriali originali. Accompagnano la lettura dell’opera e non sostituiscono un’edizione del testo. Metodo editoriale ↗