Nascita a Calcutta
Nasce nella famiglia Tagore di Jorasanko, ultimo figlio maschio di Debendranath Tagore, guida del Brahmo Samaj.
Una biblioteca di pensiero
Cercare l’infinito nel cuore del mondo finito.
Rabindranath Tagore fu un poeta, autore di canzoni, romanziere, educatore e pittore bengalese i cui saggi e conferenze sviluppano una filosofia dell’unità fra individuo, natura e umanità. Nutrito dalle Upanishad, dal canto devozionale e da lunghi anni trascorsi fra i contadini del Bengala, fondò una scuola e poi un’università a Santiniketan e fu tra i primi e più acuti critici del nazionalismo aggressivo.
Nasce nella famiglia Tagore di Jorasanko, ultimo figlio maschio di Debendranath Tagore, guida del Brahmo Samaj.
Studia a Brighton e a Londra, ma torna nel Bengala senza titolo.
Amministrando le terre di famiglia presso Shelaidaha, scrive racconti ispirati alla vita dei villaggi.
Apre la sua scuola a Santiniketan e sostiene con canti e discorsi la protesta contro la partizione del Bengala.
Il suo Gitanjali inglese esce a Londra, poi riceve il premio Nobel per la letteratura.
Rinuncia al titolo di cavaliere nel 1919, fonda Visva-Bharati e muore a Calcutta nel 1941.
Rabindranath Tagore nacque a Calcutta il 7 maggio 1861, ultimo figlio maschio di Debendranath Tagore, una delle guide del Brahmo Samaj, movimento riformatore che leggeva le Upanishad come cuore di un monoteismo indù purificato. Istruito soprattutto in casa, fra la musica, il teatro e le riviste letterarie della dimora di famiglia, visse in Inghilterra dal 1878 al 1880 e seguì corsi a Brighton e a Londra senza conseguire un titolo. Nel 1883 sposò Mrinalini Devi. Le prime raccolte, culminate in Manasi nel 1890, stavano già trasformando la poesia bengalese.
Dal 1891 Tagore amministrò le tenute di famiglia nel Bengala orientale, vivendo spesso su una casa galleggiante sul fiume Padma, presso Shelaidaha. Il contatto con i contadini nutrì i suoi racconti e una durevole attenzione alla povertà rurale. Nel 1901 aprì a Santiniketan una piccola scuola dove si insegnava all’aperto, vicino alla natura e alle arti. Nel 1905 sostenne con canti e discorsi la protesta contro la partizione del Bengala, poi se ne allontanò quando il movimento ricorse a boicottaggi imposti e alla violenza. Fra il 1902 e il 1907 perse la moglie, una figlia, il padre e il figlio più giovane.
Nel 1912 Tagore portò a Londra le proprie versioni inglesi in prosa dei suoi canti, che il pittore William Rothenstein e il poeta W. B. Yeats fecero conoscere. Gitanjali gli valse nel 1913 il premio Nobel per la letteratura, il primo assegnato a uno scrittore non europeo. I cicli di conferenze in Giappone e negli Stati Uniti nel 1916 e nel 1917 diedero origine a Nazionalismo, atto d’accusa contro la Nazione intesa come organizzazione di potenza e di commercio. Nel 1919, dopo il massacro di Amritsar, rinunciò al titolo di cavaliere ricevuto nel 1915. I confronti pubblici con Gandhi nel 1921 riguardarono la non cooperazione, il rogo dei tessuti stranieri e il posto della ragione nella politica.
Tagore trasformò la sua scuola in Visva-Bharati, università inaugurata nel 1921 come luogo d’incontro fra culture, e nel 1922 fondò a Sriniketan l’istituto di ricostruzione rurale con l’agronomo inglese Leonard Elmhirst. Viaggiò dalla Cina e dall’Argentina fino all’Europa e all’Unione Sovietica, tenne a Oxford nel 1930 le Hibbert Lectures, pubblicate poi come The Religion of Man, e nella stessa estate discusse con Albert Einstein di verità e realtà. In tarda età si dedicò alla pittura ed espose per la prima volta a Parigi. In Crisi della civiltà, letto pochi mesi prima della morte a Calcutta il 7 agosto 1941, condannò il dominio imperiale senza rinunciare alla fiducia nell’umanità.
Primo vincitore non europeo del Nobel per la letteratura, Tagore scrisse gli inni nazionali dell’India e del Bangladesh e rinnovò la poesia, la musica, la prosa e l’educazione bengalesi. Le sue idee alimentano i dibattiti attuali su cosmopolitismo, ecologia e scuola, mentre la sua immagine occidentale di saggio mistico è stata criticata perché oscura uno scrittore moderno, sperimentale e autocritico.
Fonti e riferimenti