Umanesimo universale · Rinascimento bengalese · 1861–1941

Rabindranath Tagore

Cercare l’infinito nel cuore del mondo finito.

Calcutta · Shelaidaha · Santiniketan
Ritratti: evocazioni artistiche
Filosofia

Idee per cambiare sguardo.

01

L’infinito nel finito

Per Tagore l’infinito non si raggiunge fuggendo dal mondo: si realizza nelle cose finite, nelle relazioni e nella gioia, come suggeriscono le Upanishad quando vedono il divino pervadere ogni cosa.

Una situazione su cui riflettere

In Gitanjali il devoto è invitato a lasciare il tempio chiuso e a cercare Dio dove il contadino lavora la terra dura.

02

Armonia con la natura

L’essere umano si realizza crescendo insieme al proprio ambiente invece di chiudersi dietro mura; Sadhana contrappone la volontà di conquista nata nelle città a un ideale della foresta, fatto di parentela con ogni vivente.

Una situazione su cui riflettere

A Santiniketan le lezioni si tenevano all’aperto sotto gli alberi, in un’educazione attenta al mondo vivente.

03

La Nazione come macchina

Tagore distingue la vita sociale di un popolo dalla Nazione, organizzazione di un’intera popolazione per la potenza, il profitto e l’efficienza, che riduce le persone a strumenti e giustifica il dominio.

Una situazione su cui riflettere

Uno Stato che giudica ogni politica soltanto in base alla produzione industriale e alla forza militare tratta i cittadini come pezzi di un apparato.

04

Libertà della mente

La libertà è più dell’indipendenza politica: richiede menti liberate dalla paura, dalle abitudini morte e dai muri angusti, e un’educazione che coltivi ragione, immaginazione e simpatia.

Una situazione su cui riflettere

La poesia 35 di Gitanjali invoca un paese dove la mente sia senza paura e il sapere sia libero.

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