Abolizionismo · pensiero politico afroamericano · 1818–1895

Frederick Douglass

Imparare a leggere, prendere la parola, resistere: la libertà si conquista.

Contea di Talbot (Maryland) · Baltimora · Rochester · Washington
Biografia

Il filo di una vita.

Nato schiavo sulla sponda orientale della baia di Chesapeake, nel Maryland, Frederick Douglass imparò da solo a leggere, fuggì al Nord nel 1838 e divenne il principale oratore, giornalista e autobiografo nero dell’abolizionismo del suo tempo. In tre autobiografie, nei discorsi e nei suoi giornali sostenne che la schiavitù viola diritti naturali, che la Costituzione può essere letta come una carta di libertà e che la libertà richiede insieme affermazione di sé e cittadinanza eguale per tutti, donne comprese.

1818

Nato in schiavitù

Nato nel febbraio 1818 nella contea di Talbot, nel Maryland, figlio di Harriet Bailey, fu cresciuto dapprima dalla nonna Betsey Bailey.

1826–1836

Baltimora e Covey

Mandato a Baltimora nel 1826, imparò a leggere di nascosto; nel 1834 si ribellò al «domatore di schiavi» Edward Covey e nel 1836 un piano di fuga fu tradito.

1838

Fuga

Il 3 settembre 1838 fuggì a New York travestito da marinaio, sposò Anna Murray e si stabilì a New Bedford con il cognome Douglass.

1841–1847

Conferenziere, autore, esule

Conferenziere della Massachusetts Anti-Slavery Society dal 1841, pubblicò la Narrazione nel 1845 e percorse l’Irlanda e la Gran Bretagna, dove alcuni sostenitori acquistarono la sua libertà nel 1846.

1847–1859

Direttore di giornale a Rochester

Fondò The North Star nel 1847, sostenne il voto alle donne a Seneca Falls nel 1848, pronunciò il discorso del Quattro luglio nel 1852 e pubblicò La mia schiavitù e la mia libertà nel 1855.

1861–1895

Guerra e vita pubblica

Reclutò soldati neri durante la guerra di secessione, ricoprì incarichi federali a Washington, fu ministro ad Haiti dal 1889 al 1891 e morì il 20 febbraio 1895.

Comprendere una vita in profondità

01Infanzia in schiavitù e via verso la lettura

Frederick Augustus Washington Bailey nacque nel febbraio 1818 nella contea di Talbot, sulla sponda orientale del Maryland, data annotata nel registro del suo proprietario e che egli stesso non conobbe mai. La madre, Harriet Bailey, data a nolo in una fattoria lontana, morì quando lui aveva circa sette anni; il padre era un uomo bianco, si diceva il suo padrone Aaron Anthony. Cresciuto dalla nonna Betsey Bailey, verso i sei anni fu portato nella piantagione di Wye House del colonnello Edward Lloyd, dove vide la fame e le frustate inflitte alla zia Hester. Nel 1826 fu mandato a Baltimora presso Hugh e Sophia Auld. Sophia cominciò a insegnargli l’alfabeto finché il marito non lo proibì, dicendo che l’istruzione lo avrebbe reso per sempre inadatto alla schiavitù; Douglass ne concluse di aver trovato la via dalla schiavitù alla libertà. Pagava con il pane ragazzi bianchi perché gli dessero lezioni e verso i dodici anni comprò The Columbian Orator, i cui dialoghi e discorsi gli offrirono un lessico dei diritti.

02Covey, i cantieri navali e la fuga

Nel 1833 Douglass fu rimandato da Thomas Auld a St. Michaels, che nel gennaio 1834 lo diede a nolo per un anno a Edward Covey, un fattore noto per «spezzare» gli schiavi. Mesi di fatica e percosse quasi lo annientarono, finché nell’agosto 1834 affrontò Covey per quasi due ore e non fu mai più frustato; scrisse poi che quella lotta aveva fatto di uno schiavo un uomo. Un piano di fuga con alcuni compagni fu tradito nel 1836; incarcerato a Easton, fu rimandato a Baltimora, dove apprendisti bianchi lo picchiarono nel cantiere e dove divenne un calafato esperto autorizzato a dare a nolo il proprio tempo. Con l’aiuto di Anna Murray, una donna nera libera, fuggì il 3 settembre 1838 vestito da marinaio e con i documenti di un marittimo libero, in treno e in battello a vapore fino a New York. Lì si sposarono e si stabilirono a New Bedford, nel Massachusetts, dove prese il cognome Douglass dalla Donna del lago di Walter Scott.

03Oratore, autore e direttore di giornale

Lettore del Liberator di Garrison, Douglass parlò a un’assemblea antischiavista a Nantucket nell’agosto 1841 e fu assunto come conferenziere dalla Massachusetts Anti-Slavery Society. Durante il giro delle «Cento assemblee» del 1843 fu picchiato da una folla nell’Indiana. Poiché il pubblico dubitava che un uomo così eloquente fosse stato schiavo, pubblicò la Narrazione nel 1845 e trascorse poi quasi due anni a tenere conferenze in Irlanda e in Gran Bretagna, dove alcuni amici raccolsero il denaro per acquistare la sua libertà legale nel 1846. Tornato negli Stati Uniti, si stabilì a Rochester, nello Stato di New York, e nel dicembre 1847 fondò The North Star, contro il parere della cerchia di Garrison. Nel 1848 sostenne a Seneca Falls la risoluzione che chiedeva il voto alle donne. Nel 1851 aveva rotto con i garrisoniani: ora giudicava la Costituzione un documento antischiavista e accettava l’azione politica. Il discorso del Quattro luglio del 1852 e La mia schiavitù e la mia libertà del 1855 appartengono a questo periodo, come il rifiuto, nel 1859, di unirsi all’assalto di John Brown a Harpers Ferry, dopo il quale dovette fuggire in Canada e in Gran Bretagna.

04Guerra, Ricostruzione e repubblica incompiuta

Douglass pretese che la guerra di secessione diventasse una guerra contro la schiavitù e che gli uomini neri potessero combattere; dopo il proclama di emancipazione reclutò soldati per reggimenti del Massachusetts in cui si arruolarono due dei suoi figli, e nel 1863 incontrò Abraham Lincoln per protestare contro la disparità di paga e di trattamento. Dopo la guerra si batté per gli emendamenti costituzionali che abolirono la schiavitù e garantirono cittadinanza e diritto di voto agli uomini neri, priorità che mise alla prova la sua alleanza con Elizabeth Cady Stanton e Susan B. Anthony, benché non abbia mai abbandonato il suffragio femminile. Trasferitosi a Washington nel 1872, presiedette brevemente nel 1874 la Freedman’s Savings Bank ormai in crisi e ricoprì incarichi federali, come marshal e poi conservatore degli atti del Distretto di Columbia e come ministro ad Haiti dal 1889 al 1891. Pubblicò Life and Times of Frederick Douglass nel 1881, sposò Helen Pitts nel 1884 dopo la morte di Anna Murray Douglass, denunciò i linciaggi accanto a Ida B. Wells e morì a Cedar Hill il 20 febbraio 1895, dopo aver assistito a una riunione del National Council of Women.

Un’eredità e le sue tensioni.

La Narrazione di Douglass è diventata un modello della narrazione di schiavitù e dell’autobiografia americana, e il suo discorso del Quattro luglio resta tra i più citati della storia del paese. Liberali, conservatori, integrazionisti e nazionalisti neri lo hanno rivendicato; i filosofi lo leggono su legge naturale, dignità, etica della resistenza e cittadinanza democratica, mentre gli storici sottolineano come le sue posizioni siano cambiate in cinque decenni di lotta.

Fonti e riferimenti
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