Nascita a Zou
La tradizione colloca la nascita di Meng Ke verso il 372 a.C. a Zou, piccolo stato vicino a Lu.
Coltivare i germogli di bontà che ogni cuore già possiede.
Mencio, il cui nome era Meng Ke, nato nel piccolo stato di Zou, fu dopo Confucio stesso il pensatore confuciano più influente del periodo degli Stati Combattenti. Viaggiando di corte in corte con i discepoli, sostenne che la natura umana è buona, perché ogni cuore contiene germogli di compassione, vergogna, deferenza e giudizio morale, e che i sovrani che assicurano il sostentamento e la virtù del loro popolo ottengono il mandato del Cielo.
La tradizione colloca la nascita di Meng Ke verso il 372 a.C. a Zou, piccolo stato vicino a Lu.
Verso il 320 a.C. Mencio visita il re Hui di Liang, che gli chiede che cosa gioverà al suo Stato; il libro si apre con la risposta.
Quando Qi occupa Yan nel 314 a.C., Mencio esorta il re Xuan a tener conto della volontà del suo popolo; lascia Qi dopo la rivolta della gente di Yan.
Secondo la tradizione Mencio muore verso il 289 a.C.; discepoli come Wan Zhang e Gongsun Chou ne conservano le conversazioni.
Nel 1190 Zhu Xi fa stampare insieme i suoi commenti ai Quattro Libri, tra cui il Mencio.
Nel 1394 il primo imperatore Ming fa preparare un’edizione priva dei passi che pongono il popolo al di sopra del sovrano.
Meng Ke, più tardi onorato come Maestro Meng (Mengzi) e latinizzato in Mencius dai missionari gesuiti, nacque verso il 372 a.C. a Zou, piccolo stato vicino a Lu, patria di Confucio, circa un secolo dopo la morte di quest’ultimo. Le Memorie di uno storico di Sima Qian riferiscono che studiò presso discepoli di Zisi, nipote di Confucio. La tradizione successiva, in particolare le Biografie di donne esemplari di Liu Xiang, attribuisce alla madre tre traslochi, da un cimitero a un mercato e infine accanto a una scuola, e il gesto di tagliare la tela sul telaio per mostrargli che cosa significasse abbandonare lo studio. Questi racconti sono esempi morali più che documenti, ma fecero di Mencio un modello di educazione.
Come Confucio, Mencio viaggiò con i discepoli in cerca di un sovrano che praticasse un governo umano. Il libro riferisce le sue udienze presso il re Hui di Liang e il figlio, il re Xiang, presso il re Xuan di Qi e presso il duca Wen del piccolo stato di Teng. A Qi ebbe un rango onorifico di ministro, ma rifiutò di essere convocato come un servitore, pretendendo che un consigliere degno fosse trattato da maestro. Quando Qi occupò lo stato di Yan nel 314 a.C., esortò il re ad annetterlo solo se il popolo avesse accolto la conquista; l’occupazione provocò una rivolta e poco dopo lasciò Qi. I sovrani lo ascoltavano con cortesia, ma preferivano alleanze, eserciti e riforme amministrative.
Mencio si considerava il difensore della via di Confucio contro insegnamenti che, a suo dire, riempivano il mondo: la cura di sé di Yang Zhu, che non si sarebbe strappato un solo pelo per giovare al mondo, e l’amore imparziale di Mozi. «Il ciascuno per sé di Yang nega il sovrano; l’amore imparziale di Mo nega il padre», dichiarò. Discusse anche con l’agrarista Xu Xing, che voleva che i sovrani arassero accanto al popolo, e soprattutto con Gaozi, per il quale la natura umana era una materia grezza neutra. Quando gli chiesero se amasse la disputa, rispose che non aveva scelta.
Mencio sarebbe morto verso il 289 a.C., e il libro che porta il suo nome fu probabilmente completato dai discepoli. Zhao Qi ne scrisse il più antico commento conservato, ma per secoli l’opera figurò tra gli scritti dei maestri e non tra i classici. Han Yu (768–824) fece di Mencio l’ultimo vero trasmettitore della Via dei saggi, e i letterati Song lo innalzarono ancora: Zhu Xi incluse il Mencio tra i Quattro Libri, e nel 1330 la corte Yuan gli conferì il titolo di Secondo Saggio. La sua difesa del popolo poteva ancora dispiacere: nel 1394 il primo imperatore Ming fece preparare un’edizione ridotta, priva dei passi che limitano l’autorità del sovrano.
A lungo collocato tra i maestri più che tra i classici, il Mencio fu difeso da Han Yu e dai neoconfuciani Song, incluso da Zhu Xi tra i Quattro Libri e imparato a memoria dai candidati agli esami per sei secoli; Mencio fu onorato come Secondo Saggio. Wang Yangming si fondò sulla sua conoscenza innata, Dai Zhen lo rilesse contro Zhu Xi, e i dibattiti moderni su psicologia morale, etica delle virtù e resistenza alla tirannide tornano ancora ai suoi argomenti.
Fonti e riferimenti