Pensiero taoista antico · c. 369 – c. 286 a.C.

Zhuangzi

Vagare liberamente tra le cose che si trasformano.

Meng, stato di Song · Cina antica
Ritratti: evocazioni artistiche
Biografia

Il filo di una vita.

Zhuangzi, il cui nome personale era Zhuang Zhou, fu un pensatore del periodo degli Stati Combattenti che la tradizione ricorda come un modesto funzionario di Meng che rifiutò le alte cariche. Attraverso parabole, dialoghi e paradossi, il libro che porta il suo nome mette in dubbio i giudizi fissi su giusto e sbagliato, esplora l’abilità, la trasformazione e la morte e immagina un libero vagare al di là dell’utilità comune.

−369

Nascita a Meng

La tradizione colloca la nascita di Zhuang Zhou verso il 369 a.C. a Meng, nello stato di Song.

−339 / −329

Rifiuto di una carica

Secondo Sima Qian rifiutò l’offerta del re Wei di Chu, che regnò dal 339 al 329 a.C., di farne il suo primo ministro.

−310

Morte di Hui Shi

L’amico e rivale nel dibattito Hui Shi morì verso il 310 a.C.; il libro mostra poi Zhuangzi che rimpiange il suo unico vero interlocutore.

−286

Morte

Secondo la tradizione Zhuang Zhou morì verso il 286 a.C.; un racconto del libro lo mostra mentre rifiuta funerali sontuosi.

312

L’edizione di Guo Xiang

Guo Xiang, morto nel 312, lasciò la recensione in 33 capitoli e il commento attraverso cui il libro è stato trasmesso.

742

Una scrittura onorata

Nel 742 la corte Tang diede al libro il titolo di Vero classico della Fioritura del Sud (Nanhua zhenjing).

Comprendere una vita in profondità

01Una vita nota attraverso aneddoti

La tradizione colloca la vita di Zhuang Zhou all’incirca tra il 369 e il 286 a.C. a Meng, nel piccolo stato di Song. Lo storico Han Sima Qian riferisce che fu funzionario in un giardino di alberi della lacca, contemporaneo del re Hui di Liang e del re Xuan di Qi, e che rifiutò un’alta carica offerta dal re di Chu. Quasi tutti gli altri dettagli provengono dal libro che porta il suo nome, le cui storie sul proprio protagonista, che pesca nel fiume Pu, chiede grano in prestito, discute con Hui Shi o piange la moglie, sono ritratti letterari più che prove documentarie.

02I Capitoli interni e l’arte della parabola

Il libro tramandato si apre con sette Capitoli interni che molti studiosi considerano il nucleo più vicino a Zhuang Zhou. Si passa dal pesce gigante Kun, che diventa l’uccello Peng, al sogno della farfalla, al cuoco Ding che squarta un bue, all’albero inutile e alla morte di Hundun, sovrano del centro. Invece di enunciare dottrine, questi testi mettono in scena prospettive: una cicala deride il grande uccello, Confucio esprime idee inattese e gli argomenti si chiudono in domande. È discusso se i sette capitoli provengano da una sola mano, e la divisione fra parti interne ed esterne si deve a editori successivi.

03Hui Shi e i limiti della disputa

Zhuangzi scrisse in un’epoca di accesi dibattiti tra confuciani, moisti e logici come Hui Shi, ministro di Wei noto per i suoi paradossi. Il libro mette in scena la loro amicizia come una serie di sfide, dalla zucca troppo grande alla gioia dei pesci del fiume Hao, e più tardi piange Hui Shi come l’unico compagno con cui valesse la pena discutere. Il secondo capitolo osserva che ogni «questo» implica un «quello» e che ogni scuola chiama giusto ciò che l’altra chiama sbagliato. La risposta non è il silenzio, ma un uso più flessibile delle parole, che risponde a ogni situazione dal «perno della Via».

04Un libro compilato nel corso dei secoli

I capitoli esterni e miscellanei raccolgono scritti di seguaci tardivi e di correnti vicine: attacchi primitivisti contro la civiltà, elogi yangisti della conservazione della vita e sintesi sincretiste come il capitolo finale sui pensatori del mondo. Un catalogo Han elenca 52 capitoli; verso il 300 d.C. Guo Xiang ridusse il testo ai 33 conservati e scrisse il commento che ne orientò la lettura. Nel 742 la corte Tang onorò il libro come scrittura taoista. Le traduzioni moderne offrono immagini molto diverse di Zhuangzi: mistico, scettico, relativista o maestro dell’abilità.

Un’eredità e le sue tensioni.

Commentato dai letterati dell’epoca Wei-Jin e letto da buddhisti chan, poeti e pittori, lo Zhuangzi divenne un testo fondativo della tradizione taoista e nel 742 fu onorato come scrittura sacra. I filosofi moderni ne discutono scetticismo, prospettivismo ed etica dell’abilità, chiedendosi quali capitoli riflettano Zhuang Zhou stesso.

Fonti e riferimenti

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